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| L'isola del tesoro | In Africa.it | |
| TRAMA: Viero Lachi decide di trascorrere per la prima volta un breve periodo di vacanza in Senegal. Trascorre la maggior parte delle sue giornate al Jongama Hotel, passando il tempo sulla spiaggia, a osservare la vita che gli passa attorno. La scoperta dell’amore per la bella guida senegalese, Nabu Djiola, sconvolgerà la sua tranquilla vacanza. RECENSIONE: Il viaggio del giovane “poeta schivo” Viero Lachi nel grande continente africano non è un girovagare in lungo e in largo, alla ricerca di siti inusitati e differenti da quelli conosciuti. È piuttosto un’esplorazione nel pianeta anima, territorio sconvolto dall’arrivo di una donna, Nabu, e dalla miriade di sensazioni che invadono Viero alla scoperta di un improvviso e inatteso sentimento. Viero trascorre il suo tempo annotando impressioni di viaggio ed è come se, così facendo, scattasse delle fotografie di parole, istantanee da rivedere al ritorno da un viaggio. L’Africa di Viero è il Senegal, il Jongama Hotel, Nabu Djiola; è paesaggio, persone, senso, sesso, emozione, rabbia, tristezza, gioia. È una miscela di ingredienti che si rincorrono lungo le pagine, sconvolgendo e disarmando il lettore, travolgendolo nella poesia e colpendolo con la violenza del linguaggio e dei caratteri, giocati a livello grafico in un alternarsi di corpi differenti e di stili che passano dal tondo al corsivo, dal grassetto al sottolineato, in una lettura che prende voce attraverso l’inchiostro, non solo attraverso la carta. Sono le parole a farla da protagoniste, uscendo a forza dalla storia ma senza mai distaccarsene e il libro è un palcoscenico dove si alternano momenti di stasi ad altri di azione frenetica, mettendo a dura prova la resistenza e l’abilità fisica e vocale degli attori. Il cuore diventa un tamburo e il tamburo un cuore, quello di una terra dalla quale fuggire e alla quale tornare per poi, forse, fuggire di nuovo. Trovò, nel rosso delle palpebre, che vivere il momento è vivere l’Eternità. Nello spazio di un momento si può sognare tanto da ripulire a musica tutti i nostri pensieri. Stare ad occhi chiusi contro il sole, può significare, a volte, togliersi la maschera; e quando non porti maschera, TU, puoi dare il meglio di te. | "Amo la cultura africana, che ha del magico e ti fa sentire fisicamente parte della natura. I piedi appoggiati su quella terra è come se ritrovassero le radici ancestrali andate perdute. Le stesse radici degli alberi, delle piante." Paolo Brunelli Paolo Brunelli presenta L'Africa di Viero "Eppure, in ogni posto dappertutto, io credo, ci sia qualcosa che non finisce lì, qualcosa che ti rimane dentro, e te la porti dietro anche se all'inizio non te ne accorgi, e ti fa stare male o ti fa stare bene..." Paolo Brunelli, L'Africa di Viero In un villaggio turistico nel cuore del Senegal Viero Lachi conosce e si innamora della bella Nabu Dijola, E’ l’inizio di un viaggio nel cuore di un continente sconosciuto che diviene un perdersi nell’intimità di una donna e di un popolo, in un suono ripetuto ed elastico, come un’inflessione di promessa e di danza … tam tam tam… che subito effonde nell’aria calda e liquida, una vaga illusione di movimento, un prima e un dopo, un senso di immortalità terrena, una magia semplice, umana e indistruttibile… Ne L'Africa di Viero tutto appare con vigore, con forza, con vitalità. I colori sono inconfondibili, nitidi e significativi e, con essi, gli episodi e le pulsioni più intime dei personaggi. Viero Lachi e Nabu Djiola, protagonisti del romanzo sono mirabilmente descritti da Brunelli a volte di getto e a volte, più meditatamente, tra azione e reazione, fra domanda e risposta, con segni decisi e carichi di cromatismi fatti di giallo, di ocra, di viola e di blu e di suolo immenso e straordinariamente grande, come fatto apposta per metterci su i piedi e sentirsi uomini piccoli in uno spazio semplicemente così. "In Africa la luna è più grande, più bassa, più faccia a faccia, così che la notte non riesce a diluire i profili delle cose, come se dovessero conservare, all’interno, insieme con la loro natura, anche un lato più profondo…. |