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L'OMICIDIO BERLUSCONI "L'Omicidio Berlusconi" di A. Salieri Edizioni Clandestine. euro 9.00 Supponiamo per un momento che l'attuale Presidente del Consiglio, nonché padrone di televisioni, testate giornalistiche, case editrici, squadra di calcio e di chissà che altro, fosse stato ucciso la notte del 28 maggio 2001, e che il Silvio Berlusconi che ci governa sia in realtà un sosia. Questo romanzo perchè di romanzo si tratta, racconta di un incidente e di coincidenze che, sfociando nel paradossale, rendono l'insieme della vicenda reale, possibile e terribilmente attuale. Il protagonista, il Signor Luisi, un disincantato idealista con tendenze anarchiche, ci pone di fronte a prese di coscienza alternando momenti esilaranti a profonde meditazioni sui grandi perché della vita. In questa analisi agghiacciante e lucida dei meccanismi di potere, Silvio Berlusconi esiste solo in forma di cadavere congelato, sorridente come da vivo, risultando quasi simpatico nella sua presenza-assenza, e si può quasi dire che sia l'unico a salvarsi dal sottile sarcasmo, che invece colpisce personaggi politici o televisivi, di qualsiasi orientamento siano. Perchè, alla fine, "L'omicidio Berlusconi" non è solo un romanzo politico, ma anche e, soprattutto, un romanzo sull'Individuo. "Si dice che a determinare il destino di un uomo concorrano svariati fattori; uno di questi, di rilevanza tutt'altro che trascurabile, è senza dubbio la donna. Infatti, se Livia quella sera non se ne fosse andata sbattendo la porta, la mia indole di uomo traverso, pacata dalla consuetudine matrimoniale, si sarebbe assopita tra le sue braccia durante le televendite. Al limite con un successivo fuori orario di pratiche ormonali brevi ma significative. Di quelle sul genere fantasy che solo una coppia logora e consolidata da anni di militanza riesce a rappresentare con discreta soddisfazione..." |
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KAY E' STATA QUI di Luisella Ceretta TRAMA: Cinque racconti, protagonisti diversi, storie differenti: Tango delle capinere, Una sera che piove, Funky gallo, Kay è stata qui e Sono un ragazzo fortunato. Dal nostalgico classe cinquantadue che con la sua chitarra e il gruppo di amici ha la possibilità di tornare a calcare i palchi con concerti ormai dimenticati, cercando di rimediare a un danno di gioventù alla giovane aspirante cantante raggirata da un agente demiurgo dalle facili promesse. Dalle esilaranti avventure di un bassista che risponde all'inserzione per un equivoco posto di basista al delirante monologo legato a una scritta di rossetto sullo specchio, fino all'ultimo racconto, quello di un ragazzo il cui destino è di essere perseguitato dalla fortuna.CRITICA: I cinque racconti si susseguono a ritmo serrato, diversi l'uno dall'altro ma legati tutti da un velo di sottile graffiante ironia che solleva la tragicità di talune situazioni che hanno anche dimora nel quotidiano di alcuni di noi. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, Kay è stata qui, intravediamo il Salieri delirante de L'urlo, grande prova di scrittura dell'autore toscano, tra i più gettonati delle Edizioni Clandestine, giovane casa editrice di Marina di Massa. È il racconto che si distingue per diversità di stile e che monologa anziché narrare, senza un'impalcatura fatta d'inizio, svolgimento e fine.Si passa dal racconto generazionale (termine molto in voga nel cinema, con gli esempi dei vari Ligabue e Muccino) alla ricerca infinita del successo a tutti i costi, meta a volte irraggiungibile di aspiranti stelle canore. Ci si imbatte nella "commedia degli equivoci", divertente, quasi esilarante passando in mezzo all'ossessione paranoica di Kay, per atterrare sulla nuvola corazzata di fortuna di Benedetto, il cui nome è sintomo di una situazione stabile e inossidabile. E il ritmo non cede mai, rallenta appena nel delirio per poi riprendere terreno, tenendo inchiodato il lettore, concedendogli brevi intervalli di pensiero (e di pensieri) tra una storia e l'altra: Lichtenberg, Masters, Schopenauer, Sandor, D'Alembert, pillole di filosofia da leggere prima e comprendere poi. Ma il protagonista delle storie è poi uno: il mondo con le sue contraddizioni, con le sue sfaccettature e i suoi labirinti pieni di persone in cerca dell'uscita, della libertà che, può capitare, a volte è introvabile e irraggiungibile. "Siamo frammenti, casi, voci sguaiate, pezzi assemblati da lavoranti mal retribuiti, inesperti nella cura dei particolari tanto da non curarsi di celare dietro a un qualche design futuristico quel fastidioso rumore di meccanica che nel silenzio, per chi accetta di ascoltare, si avverte risalire dal profondo e che per quanto nobile è pur sempre rumore di ferraglia e tale rimane" (dal racconto Kay è stata qui). | |
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| L'omicidio Berlusconi di Andrea Salieri Ecco un bell'esempio di come si può criticare e fare satira politica senza scadere nella vuota retorica antiberlusconiana. Diciamo la verità. Spesso la boria e la supponenza del nostro attuale Presidente del Consiglio viene offuscata dal rumoroso nulla di chi dovrebbe "fare opposizione" e non solo fargli opposizione. In questo brillante e ben scritto racconto c'è tutta l'insoddisfazione di chi odia politicanti e trafficanti di potere e non sa a quale santo votarsi. Il povero Matteo Luisi è travolto da un lutto che monca irrimediabilmente la sua vita e si trova, suo malgrado, a provocare la morte di un Silvio Berlusconi svestito di fondotinta e delirio di onnipotenza. La trama è divertente e lascia spazio a molte considerazioni dell'autore che danno spessore e avvincono. Bellissimo il brano, quasi al termine del libro, in cui Matteo parla alla salma arcorese da uomo a "uomo" e in cui emerge l'essenza della critica al nostro tempo. Sempre con garbo e senza volgarità. "L'omicidio Berlusconi" è una piacevole sorpresa. |
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