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Supereva.it Dopo aver dato una buona prova del suo estro creativo con una serie di dodici racconti, pubblicati l'anno scorso per Edizioni Clandestine (quelle Piccole storie di nessuno dove nulla riesce a dare un senso alle vite dei protagonisti: l'amore, tradito o no, finisce; l'amicizia si perde o viene strappata via dalla morte), Ferdinando Pastori esce di nuovo in libreria con un romanzo, No way out, in cui dimostra di saper reggere una trama più complessa e di saper delineare personaggi completi e credibili. Federico Porrini è un giovane e promettente pittore che ha lasciato Milano per cercare a Barcellona un luogo dove poter lavorare senza sentirsi oppresso dalle aspettative di una famiglia borghese, che ha già pronta per lui una vita "prefabbricata". Una mostra, però, lo riporta nella città del nord così diversa dalla solare e languida Barcellona. Qui, sarà protagonista di una serie di esperienze significative, fra le quali una storia d'amore violenta e malata con una donna che, posta davanti alla scelta fra una vita legata alla dipendenza dalla droga e un sentimento sincero e incondizionato che potrebbe salvarla, sceglie la schiavitù che non le lascerà via di scampo. Via di scampo che, invece, si presenterà a Federico, e che lo riporterà a Barcellona. La narrazione si srotola attraverso un inscindibile groviglio di realtà e di arte, nel loro confondersi e fondersi nella mente del protagonista, e attraverso le inserzioni del passato, non solo quello lontano, ma anche il più recente: esperienze a volte dolorose, altre malinconiche, che hanno indelebilmente segnato la sua vita, provocando ossessioni e insicurezze. Atmosfere dense e, potemmo dire, in bianco e nero, si alternano a immagini dalle tinte forti, dove sembra prevalere il colore rosso. E, in una curiosa corrispondenza, è come se l'autore, allo stesso modo del protagonista, avesse fra le mani un pennello con cui dipingere situazioni e dialoghi: pensieri e sensazioni prendono vita, sulla pagina, con tratti decisi e sicuri, soprattutto attraverso un uso particolare della punteggiatura. Frasi spezzate in parole; parole che diventano, come in una processione di piccole pulsazioni, i battiti di un cuore ancora vibrante e capace di emozioni forti. Una visione lucida della realtà, che nulla concede al romanticismo. Che, semmai, si affida a situazioni estreme e che fa sì che questa non sia una delle tante storie che si ripetono. |
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