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Mentelocale Gli acrobati, (Edizioni Clandestine, 2005) è un esordio. | |
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Mercoledì 4 maggio alle ore 17,00 è stato presentato
nella Biblioteca di Recco il libro “Gli acrobati”, del giovane
scrittore recchese Matteo Caropreso, edito da Edizioni Clandestine.
La presentazione dà il via a “Il suono delle parole dimenticate”,
rassegna di poeti e scrittori, ideata dal poeta genovese Giorgio Gazzolo,
in collaborazione con la Biblioteca civica. Gli incontri avranno luogo
il primo mercoledì del mese, a partire da maggio, per continuare,
eccetto il mese di agosto, nella stagione autunnale. Scrittore per passione,
colto e preparato, Matteo Caropreso ci ha condotto nella misteriosa
e affascinante trama del suo romanzo, di cui sono stati letti alcuni
passi da Giorgio Gazzolo. Si è cercato di approfondire e discutere
le mille sfaccettature, i risvolti psicologici e il particolare stile
narrativo del libro, descritto con ricchezza di colori, di suoni e soprattutto
di odori, talvolta caratteristici della nostra realtà ligure.
In un’intricata ma congeniale griglia si alternano le vicende
dei protagonisti e i ricordi dell’io narrante, in un delicato
e profondo acrobatismo umano e letterario. Il romanzo, o racconto lungo
senza digressioni, come suggerisce l’autore, è suddiviso
in capitoli, raccontati in terza e in prima persona. Si delinea così
un parallelismo, abilmente giocato tra narrazione e ricordo, dove i
dialoghi scandiscono le vicende, mentre i pensieri, le reminiscenze,
i monologhi interiori attribuiscono spessore lirico al romanzo, in continuo
crescendo con il nucleo centrale del racconto. I fulminei ricordi, ossia
gli “affioramenti spontanei della memoria”, come si legge
nell’epigrafe, sono quelle immagini e quei pensieri di storia
e di vita che si susseguono in modo casuale e involontario in alcune
particolari situazioni che mettono in pericolo la nostra vita. E la
vita del protagonista è costantemente minacciata, sia all’interno
di se’ stesso, a causa delle sue ansie e dei suoi sensi di colpa,
sia all’esterno, per il difficile rapporto coniugale e per le
improvvise difficoltà lavorative. Se ad un livello più
specificatamente psicologico avvertiamo il problema dell’incomunicabilità
e della nevrosi, da un punta di vista sociologico ci troviamo di fronte
al tema dell’ingiustizia, generata da uno svilimento del principio
di onestà e di integrità morale a scapito di una corsa
al denaro e al successo personale. Verso la fine del romanzo si percepisce
un avvicinamento delle due parti narrative e allo stesso modo l’epigrafe
chiarisce gli aspetti della doppia costruzione. I ricordi scandiscono
la vita del protagonista, Giorgio Muri, da neonato alla sua vita di
adulto, fino a diventare i pensieri attuali del protagonista. La moglie
Francesca, al contrario, rimane fino all’ultimo un personaggio
senza passato, che non agisce più a favore del marito, ma contro
di lui, in quanto accecata dall’egoismo e dall’ambizione.
La coppia vive come in due mondi distinti senza più alcun legame.
I profondi valori di Giorgio vengono a mancare quando si accorge che
i suoi sforzi per salvare il loro matrimonio risultano vane acrobazie.
Sarà nel momento del dramma, e nell’epilogo del libro,
che Giorgio ricomporrà il racconto della sua esistenza, per trovare
un equilibrio mai raggiunto durante la vita. “Gli acrobati”
è un romanzo che si legge tutto d’un fiato e lascia fino
alla fine col fiato sospeso, in attesa di un evento che tuttavia non
mette a tacere la coscienza. L’alto livello letterario avrebbe
sicuramente guadagnato l’interesse e la partecipazione di un pubblico
più folto, bensì, come sappiamo, si è sempre un
po’ diffidenti verso gli autori emergenti, e spesso ci si lascia
condizionare dalla pubblicità, dalle recensioni lette, dai pareri
sentiti in giro. Se Matteo Caropreso avrà il successo che si
merita presto verrà letto e riconosciuto anche nella città
dove ha sempre vissuto e sicuramente troverà un vasto pubblico
pronto ad applaudirlo. |