Giovanni Verga

Biografia:

Nasce a Catania il 2 settembre 1840 Giovanni Carmelo Verga, figlio primogenito di Giovanni Battista Verga Catalano e di Caterina di Mauro.
La famiglia, di origine nobile e di tendenze liberali, era agiata e possedeva case e terreni a Catania e a Vizzini. In questi luoghi Giovanni trascorre l'infanzia, affidato alle cure della madre.
A 11 anni Verga comincia a frequentare la scuola di Antonino Abate, letterato e patriota.
Questi lo incoraggia a scrivere, e Verga compone nel 1857 il suo primo romanzo, Amore e patria, ispirato alla rivoluzione americana.
Nel 1858 si iscrive alla facoltà di legge dell'Università di Catania.
Oltre che agli studi, che interromperà definitivamente nel 1861, Verga si dedica al giornalismo e fonda con Nicolò Niceforo il settimanale politico "Roma degli Italiani", di intenti unitari e antiregionalistici.
Dal 1859 al 1861 lavora al romanzo 1 carbonari della montagna, che pubblica nel 1862 a proprie spese.
Viene recensito favorevolmente dal periodico fiorentino "Nuova Europa", che l'anno dopo pubblica a puntate un altro romanzo di Verga a sfondo patriottico, Sulle lagune. Nel 1862 muore il padre.
Verga lascia la Sicilia e si stabilisce a Firenze, dove frequenta i salotti letterari e conosce gli scrittori Giovanni Prati, Aleandro Aleardi, Arnaldo Fusinato e l'anarchico, Michail Bakunin. Amicizie letterarie con Mario Rapisardi, Francesco Dall'Ongaro e Caterina Percoto. Comincia anche il sodalizio letterario fra Verga e Capuana. Nel 1866 pubblica Una peccatrice, e nel 1871 Storia di una capinera.
Nel 1869 conosce Giselda Fojanesi e se ne innamora. Trasferendosi nel 1872 a Milano, che aveva preso il posto di Firenze come centro artistico e letterario, Verga, grazie anche al successo di Storia di una capinera, è introdotto nella migliore società milanese, e diventa frequentatore abituale del salotto della contessa Maffei.
Stringe rapporti di amicizia con gli scrittori Arrigo Boito, Girolamo Rovetta, Federico De Roberto, Giuseppe Giacosa, con il giornalista Eugenio Torelli-Viollier, fondatore del " Corriere della Sera ", e con la famiglia dell'editore Treves.
Nel 1872 Giselda Fojanesi sposa Rapisardi.
E' un periodo di intensa attività letteraria, influenzata dal romanzo psicologico francese: nel 1873 si pubblicano Eva e Tigre reale, nel 1874 Nedda, nel 1875 Eros, nel 1876 Primavera e altri racconti.
Nel 1877 muore la sorella Rosa e nel 1878 la madre. Comincia il nuovo periodo dell'arte verghiana, caratterizzato dal "ritorno" alla Sicilia e dall'adesione al verismo.
Nel 1880 si pubblica Vita dei campi; Verga ritrova Giselda e riallaccia la relazione con lei. Lavora ai Malavoglia. Nel 1881 pubblicazione dei Malavoglia; scarso successo di pubblico.
Nel 1882 pubblicazione del Marito di Elena.
Nel 1883 vengono raccolte in volume le Novelle rusticane e Per le vie.
Rapisardi scopre una lettera di Verga a Giselda e la caccia di casa.
Nel 1884 viene rappresentato al teatro Carignano di Torino il dramma Cavalleria rusticana tratto dall'omonima novella. Eleonora Duse è Santuzza ed è un grande successo.
Mentre Verga prosegue la sua attività letteraria, si comincia a parlare di lui come del maggiore romanziere italiano vivente.
La rappresentazione a Milano della commedia In portineria (1885) è però un successo soltanto parziale. Nel 1887 sono raccolte in volume le novelle di Vagabondaggio già pubblicate su riviste.
Nel 1888 appare sulla "Nuova Antologia", a puntate, Mastro-don Gesualdo, che in redazione notevolmente diversa esce in volume nel 1889. Lo stesso anno Verga conosce Dina di Sordevolo, alla quale resterà legato per il resto della vita.
Nel 1890 Pietro Mascagni rappresenta l'opera Cavalleria rusticana.
Nel 1891 pubblicazione dei Ricordi del capitano D'Arce.
Nel 1893, a seguito di una controversia giudiziaria, Verga riceve 143.000 lire, come coautore dell'opera di Mascagni.
E'il benessere economico che, insieme con una certa insofferenza per l'ambiente milanese, lo induce a ritornare in Sicilia. Verga si è trasferito definitivamente a Catania dove rimarrà fino alla morte, salvo brevi permanenze a Milano e a Roma.
Qui, nel 1895, avverrà un incontro fra Verga, Capuana e Zola. Le opere sono sem-pre più scarse: nel 1894 esce la raccolta di novelle Don Candeloro e C.i.
Nel 1896 viene rappresentata a Torino La Lupa, nel 1901 sono rappresentati i drammi Caccia al lupo e Caccia alla volpe; nel 1903 si pubblica il dramma Dal tuo al mio, volto poi in romanzo e stampato nel 1906. Nel 1911 Verga lavora alla Duchessa di Leyra che dovrebbe continuare il "Ciclo dei Vinti", iniziato con I Malavoglia e con Mastro-don Gesualdo: ne scrive un solo capitolo, pubblicato postumo nel giugno 1922.
Nel 1903 era morto il fratello Pietro, i cui figli furono a lui affidati. Nel 1914 il critico Renato Serra aveva scritto: "Un Verga che nessuno osa disprezzare, ma che nessuno più cerca". Il dannunzianesirno imperante, che si mescolava con l'influenza di Fogazzaro e di Pascoli, pone Verga ai margini della vita letteraria.
Solo nel 1918 Federigo Tozzi riconoscerà come maestro lo scrittore siciliano. Nel 1920 viene celebrato pubblicamente l'ottantesimo compleanno dello scrittore.
Lo stesso anno Verga è nominato senatore.
Muore il 27 gennaio 1922.

Abbiamo pubblicato:
Una peccatrice 2002