Biografia:
Voltaire,
Francois-Marie Arouet le jeune. Nato a Parigi il 21 novembre 1694
e morto a Parigi il 30 maggio 1778.
Figlio di un ricco notaio fu brillante allievo dei Gesuiti al collegio
Louis le Grand dal 1704 al 1810. Destinato dal padre alla carriera
giuridica, fu studente svogliato. Assai più lo attirava la società
libertina e la vita del bel mondo e cominciò assai presto a fare
versi e a cercare il successo.
Nel 1716 le sue satire gli valgono il confino.
Nel 1718 fu rappresentata la sua prima tragedia (Edipo) che incontrò
il favore del pubblico.
Nel 1723 uscì il poema epico La lega che fu ripubblicato poi nel
1728 col titolo di Enriade e preceduto da una dedica alla regina
d'Inghilterra.Ottenne varie pensioni dalla Corte, nel 1722 toccò
l'eredità paterna, ma non avrebbe potuto raggiungere il tenore di
vita cui aspirava se una spiccata attitudine agli affari e fortunate
speculazioni non gli avessero permesso di accumulare abbastanza
presto una cospicua fortuna che gli garantì l'indipendenza, affrancandolo
dalla precarietà della vita del letterato.
Nel 1726 fu rinchiuso alla bastiglia, dopo essere stato fatto bastonare
dal cavaliere Rohan ritenutosi da lui offeso. Ne uscì circa un mese
dopo a patto di andare subito in volontario esilio in Inghilterra.
Nel suo soggiorno di tre anni in Inghilterra maturò il suo pensiero
e decise della sua vocazione alla filosofia 'militante'. Durante
questi anni preparava anche le sue opere che dopo il ritorno in
Francia (1729) pubblicò con ritmo serrato: i suoi scritti ebbero
un enorme successo e suscitarono scandalo.
Nel 1733 vive ritirato a Cirey in Champagne nel castello di Chatelet
della cui moglie diviene l'amante. Di tutti i suoi amori questo
è l'unico che durò a lungo e si accompagnò ad una solida e tranquilla
amicizia.
Nel 1744 si stabilisce a Parigi con lei e questa volta la fortuna
parve assicurargli il favore della Corte. Fu nominato gentiluomo
di camera e storiografo di Corte e fu ricevuto all'Accademia.
Nel 1749 Mm Du Chatelet moriva di partò, tragica fine di una relazione
da lei avuta col giovane poeta Saint-Lambert. Rimasto solo Voltaire
si reca in Prussica accettando alfine da Federico il titolo di ciambellano
e una grossa pensione. Lasciò la Prusssia nel 1753 in aperta rottura
con il re, tanto che nel viaggio di ritorno subì perfino un arresto
a Francoforte. Si ritirò in Svizzera e da lì prese a combattere
con la penna per asserire i diritti della ragione in accanita polemica
contro la Chiesa Cattolica, responsabile, secondo lui, delle peggiori
superstizioni e abusi. Diviene un mito e la sua potenza e popolarità
tali che i poteri costituiti, in Francia, non osavano più nulla
contro di lui. Nel 1778 tornò a Parigi, dove il 30 maggio, in seguito
a breve malattia si spense.
Abbiamo
pubblicato:
Candido
2003