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[Rassegna stampa] Antonio Ferrero PDF 
 Intervista @ Diffusione Cultura - Sesto San Giovanni (MI) - 31 ottobre 2009

ANTONIO FERRERO RUBO' SEI CERVI NEL PARCO DEL RE
LA GIOIA DELLO SCRIVERE VOLENDO TRASMETTERE ENTUSIASMO E PASSIONE


Sabato 31 Ottobre Diffusione Cultura ha ospitato lo scrittore Antonio Ferrero,autore del libro “Rubò sei cervi dal parco del re” che ci ha concesso un'intervista contraddistinta da tanto entusiamo e simpatia.

“Iniziamo con una domanda “tecnica”: perchè ha scelto questo titolo?”
“Ovviamente si nota immediatamente che il titolo è tratto da Geordie, una canzone di De Andrè. Ho scelto questo titolo perchè uno dei protagonisti del libro è un poeta diventato famoso solo grazie all'abilità di parafrasare poesie famose e che dopo aver dissacrato il mondo della poesia decide di fare lo stesso con il mondo della musica, criticando grandi autori, come appunto De Andrè ed elogiando invece degli “egregi conosciuti”che in passato si sono resi famosi solo grazie ad una o due canzoni. Altri protagonisti sono un poeta che però lavora come commesso in un supermercato, una giornalista direttrice di un giornale esageratamente idealista, un impiegato delle poste che vede complotti dovunque e un'assistente sociale che tenterà di adottare una bambina macedone.

“Dal suo breve riassunto sembra che i personaggi siano tutti esasperati e tendenti al paranoico: è così?”
“Si, i personaggi sono tutti esasperati per mia scelta: l'iperbole è la mia cifra stilistica”

“Il libro si conclude?”
“No, il libro non ha una conclusione compiuta ed inoltre finisce con la disgregazione di tutte le storie:i due poeti iniziano un libro che non concluderanno e le relazioni amorose saranno destinate a finire.”

“Nel libro ci sono riferimenti autobiografici?”
“Ci sono alcuni riferimenti personali, ad esempio ho scelto di concludere la storia a Foligno, la città natale di mia madre”

“Il suo libro si potrebbe definire un romanzo psicologico?”
“No,io penso che sia un romanzo che ha come tema principale l'iperbole ma non saprei definirne il genere”

“In quanto tempo è stato scritto il libro?”
“Ho impiegato circa un anno, vorrei però sottolineare che la scrittura è per me un hobby a cui dedicarmi nel tempo libero.”

“Qual'è il suo metodo?”
“Io scrivo al pc e quando scrivo ho chiare idee sui personaggi ma non sulla storia, che in un certo senso viene da se.”

“Ha ricevuto delle critiche ai suoi libri?”
“E' stato criticato il mio metodo di scrittura, ritenuto troppo barocco e ricercato, ma il mio intento era proprio quello!”

“Nel secondo libro che ha pubblicato vi sono riflessioni teologiche: qual'è la sua formazione in questo campo?”
“Io sono cattolico ed ho addirittura un fratello prete. E' anche vero che avendo fatto studi filosofici la fede è stata spesso messa in discussione.”

“Suo fratello ha supervisionato la stesura delle sue opere?”
“No, non amo far leggere i miei scritti finchè non vengono pubblicati, e lui ha letto i miei libri solo dopo la pubblicazione."

“Ora è il momento della domanda cattiva: perchè dovremmo avere il suo libro nel nostro negozio?”
“Ovviamente per il titolo e la copertina! Tra l'altro il titolo doveva essere cambiato ma mi sono battuto affinchè restasse così, pensavo infatti che la strofa di una canzone così famosa avrebbe potuto incuriosire i lettori.
Altro motivo che potrebbe convincerla è che il mio libro fa sentire intelligenti i lettori grazie a continui riferimenti e citazioni, anche di non immediata comprensione.”

“Lei è insegnante quindi mi viene spontaneo chiederle se i suoi alunni la leggono.”
“No, non amo farmi pubblicità con i miei studenti ed è più facile che i miei colleghi mi leggano, in una scuola ho anche avuto problemi a causa di invidie a mio parere ingiustificate.”

“Ha contratti di esclusiva con la sua casa editrice?”
“No, con Edizioni Clandestine ho più un contratto “di amicizia” e di stima. Inoltre ho pubblicato dei saggi con altre case editrici.”

“Che tipo di saggi scrive?”
“Scrivo saggi riguardanti i temi dell' estetica,del cinema e del fumetto”

“Come mai non ha aspirato a grandi case editrici?”
“A dire il vero ho mandato i miei libri un po' a tutte le case editrici che conoscevo, ma è grazie ad un'alunna che ho conosciuto le Edizioni Clandestine.”


SILVIA ADRIANA ORIOLO

31dicembre08Ferrero 
    

 
 
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