L'Africa di Viero ... Poi un giorno DIO creò il Bianco e lo provò sull'uomo. Vide che il Bianco era bello ed era cosa buona. DIO era tutto contento. Ma ora accadde che l'uomo, vedendosi bianco, perdette umiltà e si fece vanitoso. Cominciò ad andare in giro con superbia fra le cose della natura. E si toccava di continuo. Rimirandosi avanti e di fianco. Oh, quanto sono bello! - si diceva. Seminando sperma e credendo - sì - di poter eiaculare in tutto… Al segnale che ordinava di allacciarsi
le cinture, Viero La-chi stava leggendo e seguitò
a leggere qualche minuto: un'improbabile copia di
"PALESTRA PER LA MENTE" delle Edizio-ni Clandestine,
dal titolo "Ipotesi, tesi e congetture sulle
Origini falliche dell'Africa Nera", forse offerta
in omaggio dalla com-pagnia aerea, oppure scovata
chissà dove, probabilmente nella tasca del sedile. Un giorno poi, colto dall'euforia,
l'uomo prese a correre forte, sal-tando in qua e
in là come un grillo, quando a braccia aperte gridava:
Guardate, nubi del cielo! Raggi di sole, guardatemi,
no?!... Guardate, come sono BELLODURO E BIANCO!...
Va bene, ascoltate. C'è Viero che seguita
a leggere mentre l'aereo sta perdendo quota. "IPOTESI
TESI E CONGETTURE SULLE ORIGINI FALLICHE DELL'AFRICA
NERA". Enormi fantasticherie. Vi-sioni di parole.
Un rombo nelle orecchie. Viero aveva le orecchie
tappate, il che attutiva i gemiti e gli scossoni
del motore. …Ecco allora che l'uomo si vergognò,
e andò a nascondersi dietro ad un cespuglio due
volte più grande di lui. Badando a non farsi sco-prire
da nessuna delle altre creature. Ora. Di nuovo, la seconda volta: "Signore,
prego, le cinture". Viero Lachi spalancò un
occhio, avvicinandosi all'oblò. Gli gi-rava un po'
la testa, certo, indubbiamente. Siamo arrivati,
pen-sava; provando per l'emozione un senso di nausea
e di vertigine insieme. … Il giorno appresso, DIO, di buon mattino si levò e... "Aspetti" fece ancora la hostess molesta, indicandogli le incomprese cinture. Va bene, alla fine provvedendo lei stessa ad allacciargliele. ... poiché per prima cosa volle osservarli, nel vedere insomma come giocassero l'uno all'altra voluttuosamente abbracciati, cominciò, per quelli e per i loro figli - TaM TaM, TaM TaM, TaM TaM -, a creare l'Africa ... L'aereo si trovava già in fase di atterraggio. Nel medesimo istante, un rettangolo confuso di fioca luce gialla apparve obliquo dal finestrino. Viero avvertì un dolore fortissimo alle orecchie, sempre più acuto e insopportabile. Gli premeva la testa. A un certo punto avrebbe voluto gridare. I motori d'un tratto cominciarono a gemere forte, mentre di sbalzo l'aereo frenava, starnutiva urti a depressione e le luci e il suolo rossastro parevano dilatarsi sempre di più. Finché non si atterrò in quella luce gialla assurda e si cominciò a rullare sulla pista. |