"D'io c'è " Paolo Brunelli, Edizioni Clandestine 2001

 

SULLA STRADA 1.

Se il novantotto è andato com'è andato, il novantanove no, dev'essere una bomba. Perché la gente ti chiede Il Tempo, capito? Tutti imparano presto a volere Tempo. Dammi Tempo. Hai del Tempo? Ti rubo un po' del Tuo Tempo. Il Tempo è Denaro. So che il suo Tempo è prezioso, ma mi scusi, Fratello. E anche il tuo tempo, vogliono. E io per risparmiare tempo, faccio la spesa all'Autogrill. E mi ci trovo bene anche come prezzi. Il latte costa un po' di più, va bene, ma quello dell'Autogrill è PIÙ BUONO. E anche tutti I MIGLIORI EDITORI, sapete, TUTTI I MIGLIORI EDITORI, espongono libri negli Autogrill's. Che sono buoni posti. E sono posti da strada. Non hanno collocazione per alcun motivo se non quello di stare sulla strada. Da gennaio a dicembre. Come dire all'infinito. Come dire Mai.
Ecco, Il Tempo che c'è negli Autogrill è il Tempo del Mai.

2. E quando trovi gli Autogrill che hanno il bagno all'interno e ci entri da una porta a sventole, ti ritrovi ancor più dentro al Tempo del Mai. Nessuna pisciata. Nessuna lavata di mani. Nessuno specchio. Solo silenzio distratto e luci di piombo e gialle, col cestino sul tavolino di una donna che fa la maglia, e accetta offerte per la pulizia di pulito che si sente in quell'aria come di frontiera. Quando fuori terremotano i TIR. E le musiche sulle autoradio fanno luce alla strada. E ad ogni modo, Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica come i Sette Nani, la Strada Biancaneve non cede di un millimetro. E anzi, si allarga. Per farne entrare di nuovi. E si allunga. Nelle corsie di sorpasso. Perché ci sarà sempre più di un posto. Nel mondo fuori di casa. E potrà darsi che alla fine avrai bisogno un po' di sentire quanto posto hai sotto i piedi tu. E quante volte dovrai tornare al secchio, e riprovare a nuotare lì, prima. E valutare anche se potrà essere sufficiente alla strada che ti resta, e al Tempo che non ti appartiene. Sia negli atti che nei pensieri. Nella pesantezza e nella insostenibile leggerezza dell'essere.

CANI DI PENSIERO
"Io sono in mezzo, io sono niente", diceva qualcuno. E così tu, Piccolissimo Uomo, fai come ti accomoda. Non hai paura di morire perché non hai paura di vivere. Solamente, ecco, ti senti maledettamente in gioco. Perché se hai bisogno, ovunque tu sia, telefoni. A Feltrinelli. A Mondadori. Gli Einuadi. I Baldini e i Castoldi. Oggi basta una telefonata più I.V.A. indetraibile. Persino dal punto più GSM Anarchico del mondo. Del resto, fra pochi anni si potrà telefonare anche dalla Luna più I.V.A. indetraibile. E la tecnologia spingerà definitivamente tutti i Migliori Editori a migrare là, Dove Volano Gli Asini, nell'accattivante luogo della multimedialità. Abbandonando per sempre libri e tipografi del cazzo che ti sbagliano le bozze. E i libri non saranno più di moda e saranno molto sorpassati. Molto ma molto sorpassati. E non ci sarà più l'Uomo che Scrive, ma ci sarà l'Uomo Che Pensa. E trasmette pensiero al computer. Che a sua volta lo renderà interattivo nel giro di meno di un secondo. Che è come dire a 360° e tridimensionale un casino. I Pensieri, allora, già cammineranno, e avranno cani di pensiero. Così come adoriamo camminare noi coi nostri lucidi cani. E ognuno potrà andare in giro con i suoi Pensieri al seguito. E cani, e cani di pensiero. Ci saranno persino Agenzie Matrimoniali per Pensieri Incompresi o Delusi dall'Amore. E Maria De Filippi si occuperà di questo e, secondariamente, condurrà una trasmissione dal titolo: La tivù quando faceva riso. Mentre Costanzo inventerà un nuovo rivoluzionario talk show. Cui saranno invitati Uomini e Pensieri. E ci saranno comunque Pensieri da tenere nascosti per via della mafia del Copyright Night Club. E altri da portare in giro col guinzaglio. E altri ancora che nelle vecchie librerie non potranno entrare. E si potrà cambiarne anche tutti i giorni. Oppure acquistare, da un Editore Ultragalattico, i Pensieri appena pubblicati dall'Uomo Che Pensa. Così come ad esempio il CD ROM dell'Albertobevilacqua Che Pensa & Mondadori Mail. E siccome il mondo viaggia verso un sempre maggiore efficientismo tecnologico d'avanguardia - e chi più ne ha più ne metta -, tutti i libri stampati nel passato e ormai inutili e goffi orpelli di un presente lanciato oltre satellite, saranno riciclati, sissignori - e sono tanti e sono davvero un numero immenso e disponibile almeno quanto il petrolio sottoterra -, per produrre lunghissimi piani, pensate, di carta da culo morbida morbida e resistentissima anche sui capi delicati. E così le Grandi Case Editrici entreranno anche nel bisness della carta igienica e si faranno sempre più multimediali...
Ma a questo punto, verrebbe da pensare, se il Tempo Non Esiste perché non ci appartiene, di certo non il futuro e nemmeno i sogni ci faranno da guida per quello che sarà.

PRESERTI E DRATERIE
Oh, se tu, fratello, guardassi una volta lo spazio dove accadono le cose, vedresti bene che le montagne all'orizzonte sono ferme, e le strade sono ferme - e le strade sono le cose più ferme che esistano, insieme alle montagne bagnate stese in cielo ad asciugare -, e gli alberi sono fermi, e i posti di blocco sono fermi per Antonomasia, e la stessa luce e la stessa notte sono apparentemente ferme. Se tu fratello guardi una cartolina, lei può diventare viva ai tuoi occhi solo se dentro al paesaggio si muoverà qualcosa. Come una giostra di cavallini spenti e fermi che all'improvviso prenda a girare. Ed è proprio là, che sta il nodo della questione. Che non vuole una sola risposta.

Ma ti dirò. Cos'è una cartolina? E' il Vuoto, può essere una risposta. E' il Nulla. E' Quantità di Non Quantità. Va bene. Spazio Pseudo-Temporale. Va bene, va bene, ma occorre qualcosa. Un trucco. Una imprecisione incalcolabile. E D'IO lo sa bene quello che occorre. L'Illusione della Vita. Ecco, ciò che mancava. Che sarebbe l'Illusione degli Illusi di Lei. Mentre Lei non appartiene a nessuno come La Ragazza. E un Piccolissimo Uomo lo sa. Che Lei non appartiene a nessuno. Perché se la vuoi, La Vita la devi pagare. Perché a La Vita piacciono i soldi così come a Margherita dipingiamo tutti i muri. E Lei ci può stare, con te. E magari anche Le piaci. Ma La tua Vita non perderà mai la testa per te. Perché Lei non è di nessuno. E non può desiderare solo te. E può essere TUA solo quando la pagherai prima. Ma non per questo fa la puttana. La tua Vita non è affatto troia per niente. Nell'Anarchia del buio e dello spazio. Non lo è per niente. Dell'Universo e del Caos. Mentre avverti che si cela in fondo a te un rumore di casino, altro che unanimità! E ti avvicini. E si avvicina. Un originario caos onniconfluente. Come l'eco del mare in una conchiglia. Come un cieco, di notte, in macchina, coi fari spenti. Nell'Eternità Buia. Come a Palle Scatenate. Per un'Infimità di Pianeti. Che a un certo punto vogliono buttare il Piano della Legalità a gambe all'aria, va bene. Dell'Unanimità, a gambe all'aria. E non c'è altra soluzione alla continuità dell'Eternità Buia Non Creata. Se non quella di scatenarsi come palle di Anarchia Totale. Pulviscoli di Volere-Potere. Acini Fallici di Uvetta Passa. CHE NON TORNA PIÙ. Ad abitare nei grappoli di autunno. Né in quelli di primavera. Niente altro che solamente Illusioni Incoscienti, almeno al novanta per cento, del Nulla e del Tutto. E incoscienti persino di non saper vedere QUELLO CHE NON C'È. E a tal punto da rinunciare a volare come l'Asino Che Vola. E si stacca e si alza. Sulla testa degli altri e vola via. Mentre: "NON VI DIRAMATE VIA! NON VI DIRAMATE VIA!" può dire un Pulpito da un Prete. Senza fare del male a nessuno. No, certo. Non ai livelli di Radio Maria. Che sa di aglio che impesta. Quella Radio Maria d'una radio CHE C'È. Che trasmette direttamente dalla Portineria del Purgatorio. Che si affaccia sullo Spiazzo Generale Buio che trascende Piste di Paradiso. Col D'IO che sfreccia su potenti mercedes. E piroetta fra le anime che stanno digiunando. Intorno alle anime che stanno male in paradiso e stanno digiunando. Mentre vorrebbero scendere. Riavviarsi a piedi. Riattraversare l'Eternità Buia Non Creata. Per ritornare qui, di notte, coi fari spenti. E a volte ci tornano, va bene. Per non sentirsi più sole. Per evitare il cappio dell'Unanimità e scartare via. Verso Preserti e Draterie. Ti condurrò per mano in Preserti e Draterie. E allora vedrai. TU VEDRAI. I Deserti e le Praterie. Così come un cieco in macchina coi fari spenti, allora, ti sforzerai di pensare che, tutto sommato, si può anche illuminare, La Vita. Di bagliori perplessi, fughe di gas, Asini Che Volano, Cristi che cadono giù. Individui che passano. E non lasciano altro che nuovi individui. Perché tutto questo è QUELLO CHE C'È. Sicuro-Sicuro-Sicuro & Garantito al limone da tutti quanti noi. Uomini-Ragazzi. Allineati e Scoperti. Come soldatini allo Stato Brado. Soldatini latitanti, al soldo bucato dell'Anarchia Che Non Esiste. Quantità di Non-Quantità. Filosofia di Non-Filosofia. Scatenati ovunque. Nel Buio e nello Spazio. Nell'Universo e nel Caos. Mentre avverti che si cela in fondo a te un rumore di casino, altro che unanimità! E ti avvicini. E si avvicina. Un originario caos onniconfluente. Come l'eco del mare in una conchiglia. Come un'esplosione. Come un Ferlinghetti nella City Lights e come l'eco del mare, frusciante e zitto e fottuto, nella sua conchiglia di nullità. E quando l'esplosione è passata tu dici: "Sono contento che sia passata. Sto ancora vomitando di nostalgia ma sono contento." Ed è stato come uno strappo di funi. Come sentirsi in pace dopo un fragoroso strappo di fottutissime funi. Che trattenevano il caos. E impedivano agli Asini di Volare. Di staccarsi e volare. Fra Le Cose che Accadono. Nella minima morale di un Perfetto Equilibrio.