"Inliminenoctis" Andrea Proserpio, Edizioni Clandestine 2004


SEMPRE PIU' RARO

Sempre più raro cede questo cielo
di metallo, una breccia di sereno;
ne vedo un taglio furtivo ogni giorno,
spiando inosservato l'abbaino.
Non scorgo panorami verso i colli
ma solo un quadro di caustico grigio.
Sorge di rado nell'ora del vespro
lieve, una brezza australe che disegna
a frali tinte, spazi aperti e nuovi.
Si posano quelle notti, stelle rare
tornate a stormire fra i rami del cielo.

 

VERITA' NASCOSTE

Serrate sono al grand'Ilio le Scee
non un labbro pronuncia di Laerte
il figlio il nome né il fatale inganno,
giace sepolto nel canto strozzato
d'un vecchio aëdo corrotto dagli anni.

Siede rapito rasente le mura
a fissare formiche
venire e andare per una fessura.

 

NON E' PIU' SOLE

Soffoca il vello di mulo di vie
l'estuario evanescente
ringhia il suo muso ferino dai vetri
alle cimase
leccando la sua lingua agli angoli le case.

Non è più sole.

Su per gli scoli arrotola il vapore
e quanto ne esce dalle viscere giallo
persino l'atropo non sa che fare.

Non è più sole.

Posano ancora le corone nelle madie
questa d'oro è l'alba che offre
il nuovo giorno, indegno d'uno sparo.