| "L'amore
che accade" Andrea Salieri,
Edizioni Clandestine 2001 |
***
Credevi
sufficiente
a suffragare questo amore
immolare i tuoi calici di gioventù
alla devozione
e quasi una fede parve
quel tuo modo oppresso
di relazionarti
tanto che il risentimento
poi ti rese avversa
come chi nella contesa
risolve di se stesso l'uno e l'altro
e mio malgrado inadeguato
in quell'andarti di traverso
pensai
che a volte ci allontana
proprio ciò che non si chiesto.
***
Di
ciò che è dato a noi di possedere
non chiedere all'amore
esso non sa
e se risponde
è spesso nel suo dire
indotto d'altri a facili lusinghe
che hanno ragione in bocca non nel cuore
giacché se anche predisposta fu con grazia
non c'è componimento che t'appaga
laddove credi tua la stanza
e intatta.
***
Incline
al desco
domata e affranta
ora silente indugi:
antecedente
il porre le vivande;
ben più remoto
l'essere qualcosa che animato
faceva ineluttabile l'amore.
Ed io
estraneo
esterrefatto
non so se per accidia
o per difetto
continuo a credere alle circostanze
e attribuisco a te le mie fortune
e talune mie disgrazie.
***
Non
senza le opportune cautele.
Un po' come recitare il rosario prima di coricarsi
e convincersi che ciò basti a conciliare il sonno
e frapporre tra se il mondo
tutta una serie di esigenze disarmoniche
che rendono difficoltosi e distanti
contatti già di per se complessi.
E' proprio necessario?
Si, dico, non se ne può fare a meno per questa volta?
Avere un approccio primordiale
non risveglia sopite meraviglie ataviche
a lungo represse?
Possiamo discuterne fino a domani ma non riuscirai
a farmi cambiare idea.
E neppure lo voglio!
Non ho tutto quel tempo.
E poi finiremmo per innamorarci e l'incanto avrebbe
fine.
Aveva ragione un tale non ricordo chi…
Sai cosa diceva?
Cosa?
Se la vuoi avere vinta con le donne
devi essere un artista o uno stronzo.
Belle parole…
Già…
E adesso cosa fai… dai, vieni qui …stavo solo
scherzando…
Per mia fortuna
pensavo
mentre di fretta tiravo su i calzoni
ho finito per essere entrambi
***
Potremmo
soffermarci su particolari
e tu
rievocare a tua discolpa
casi
momenti
in cui più o meno coinvolta
hai preferito
volgerti altrove
e altera, fiera
farti coraggio e vanto
di tali ancestrali assiomi
dei tanti nonsideve nonsipuò
in cui imperfetta hai smarrito la visione.
Ed io
presa d'assedio la dimora
cercare una inutile ragione
una qualsiasi
ad un perchèdinoi ad un percosapoi
che alle tue labbra giunga inconsueto
e rivoluzionario
che di traverso a tante cose
inopportuno sfiori
come l'amore
a volte controvoglia
e senza senso
come l'amore
accade.
***
Taluni
hanno diletto nella distruzione
e aggirano cortesi le rovine
quanto sprezzanti vivono l'amore
e addolorati
piangono se stessi si riflessi
come si piange ciò si è dissolto
causa terzi.
Altri
preservano lo stesso in cattedrali
rendendo inaccessibile l'accesso
per il timore che gli sia rubato;
nel porlo immacolato e tale
costretti a loro volta a farne senza.
Così
io busso alla tua porta
quando è certo che sei fuori
e a volte
se permetti
il tuo lavacro ho in dote.
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