UNDERGROUND Dicono alcuni che sulla nuda terra sia gioia profonda il seme e che le acque intorno nient'altro siano che una cornice al mondo e che in quest'isola remota sia giacente il sogno e la speranza e sia peraltro un lieve naufragare adagio il nostro andare nel tutto tempestoso di una continua danza. Ma io dal sottosuolo cerco l'orizzonte più lontano. Il mare è pieno di bottiglie.
IL BUGIARDO Per vivide facezie che avevo il vezzo di spacciar per vere taluni dei miei pari pensarono ch'io fossi sì leggero che anche nei meriggi senza vento tanto di boria essere sospinto che con un passo io faria sei metri. Così quando in paese giunse un cavaliere ad arruolare i giovani soldati nessuno si stupì poichè ero abile a mentire se usai quell'arte per non andare in guerra. Li vidi tutti ritornare in bare. Perciò io dico a quanti per amor del vero contano anche i chicchi delo melograni guardatevi da chi sta in sella ad un destriero e ha la certezza insita nel cuore che la menzogna a volte è più sincera di tante verità ahimè fallate.
QUESTA POESIA E' PER TE La incontrai in un supermercato tra gli scaffali della pasta e il banco dei formaggi. Si parlò del più e del meno; di suo marito sempre in giro per lavoro di una casa da tirare avanti delle preoccupazioni che danno i figli quando crescono dei soldi che non ce ne sono mai abbastanza e di questo cazzo di tempo che se non si decide al bello a primavera inoltrata non si sa mai come vestirsi. La cosa ci sembrò carina quasi un segno del destino e la sera finimmo a letto insieme. Si mangiò l'una dell'altro finchè fu possibile poi non bastò più: ma avevamo le scorte in frigorifero e all'una di notte lei scivolò in cucina mise a bollire l'acqua per gli spaghetti tornò in camera e disse: "Mi piacerebbe che tu scrivessi qualcosa su di me! Giura che lo farai!" Erano tutte uguali. C'era un prezzo da pagare. E in fondo sarebbe bastato così poco a renderle felici. Ma quando accadeva era sempre troppo tardi se ne erano già andate da un pezzo non si riconoscevano o non gli importava più così tanto. Ecco oggi voglio farti un regalo questa poesia è per te.
QUALCUNO CHE CI ASPETTA Tutti hanno da qualche qualcuno che li aspetta e un'assicurazione che scade da pagare e un rubinetto che perde che se anche chiami l'idraulico e lo paghi come un medico è peggio di prima e che così non si può andare avanti in questa casa non c'è niente che funziona e canto, mille avrei potuto e sarei stato chiusi dentro al cesso a farsi le seghe aspettando che una qualunque cosa si ricordi di te non solo quando c'è da pagare l'Enel il telefono, l'acqua, la spazzatura, le tasse e a tutti girano le palle e seviziano i bambini perchè così imparano a stare al mondo i bianchi odiano i neri, i neri i bianchi, i gialli i bianchi, i neri e viceversa e tutti si ammalano e tutti muoiono dimenticati e qualcuno anche prima del tempo tanto al mondo che ci sta a fare tutti, dico tutti, guidano le auto frequentano le discoteche i supermercati, le chiese, i giornalai, i tabacchini, i teatri, i cinema, le scuole, gli ospedali, i cimiteri tutti si drogano e tutti mettono al mondo figli e non hanno niente da raccontare della loro vita. Vedi non è poi così interessante la gente oltre alle donne, voglio dire, oltre al fatto di poterle togliere dalle confezioni scartarle e andarci a letto oltre al fatto di poterle vedere incazzarsi soffrire e godere ognuna a suo modo e scoprire sotto la pelle dove stà l'anima e se ancora c'è.
L'AVARO Qualcuno va dicendo in giro male cose; ch'io pr'esempio mi sarìa privato d'ogni piacere e svago soltanto per conservar denari. Stolti! Degli usi e dei costumi di coloro che si fan burla dei princìpi altrui non so che farne. Favori non ne ho fatto alcuno ne ho preteso niente e in quanto all'uso ch'io fo dei miei preziosi non reca tutto ciò alcun danno a quella gente ognuno di per sè a tanto orrore dentro si accompagna che alleggerisce il cuore attribuire ad altri il peso della sorte e poi... quand'anche fosse vero che all'altro mondo non porterò i miei averi sarà forse concesso ad essi di portar seco gli agi?
PER ESSERE UNO SCRITTORE (in risposta a Charles Bukowski) Per essere uno scrittore e neanche tanto grande tanto famoso nè tanto ricco in primo luogo preoccupati di scrivere e lascia stare la gente fa che i rancori che nutri verso qualsiasi cosa siano secondari non necessariamente le tue frustrazioni nascondono un grande talento. Pazienta se non succede niente aspettare davanti a un foglio bianco è sempre meglio che rassegnarsi a vivere di un qualunque onesto lavoro e pensa a quanti prima di te davvero bravi ci hanno battuto la testa senza cavarne niente. Studia, leggi, impara tutto ciò che è stato già scritto e detto è indispensabile tanto all'anima quanto al cervello e sta bene attento a non copiare di scribacchini mediocri che si credono dèi è pieno il mondo e anche tu potresti essere uno di loro. Sii cosciente che la tua solitudine e la tua disperazione per quanto comuni a tutti non sono condivisibili con nessun altro ma ricorda anche che piangersi addosso è solo il modo migliore per rassegnarsi alla sconfitta. Evita i circoli culturali i concorsi a pagamento e tutti quelli che riconoscono in te il genio solo per poterti spillare un pò di quattrini non frequentare corsi nessuno può insegnarti a fare cose di questo genere. ...e se proprio non ci riesci se credi che il mondo ti debba qualcosa se cerchi ricchezza, fama e potere lascia stare tutto questo non fa per te o sei fortunato o talmente abile a confezionare merda e spacciarla per cioccolato oppure è che ti sei sbagliato non era la tua strada e qualsiasi cosa tu sia adesso accettalo e cerca di esserlo intensamente il mondo comunque continua ad andare e va bene lo stesso.
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