"Underground " Andrea Salieri, Edizioni Clandestine 1998

 

UNDERGROUND

Dicono alcuni

che sulla nuda terra

sia gioia profonda

il seme

e che le acque intorno

nient'altro siano

che una cornice al mondo

e che in quest'isola remota

sia giacente il sogno

e la speranza

e sia peraltro

un lieve naufragare adagio

il nostro andare

nel tutto tempestoso

di una continua danza.

Ma io

dal sottosuolo

cerco l'orizzonte più lontano.

Il mare è pieno di bottiglie.

 

IL BUGIARDO

Per vivide facezie

che avevo il vezzo di spacciar per vere

taluni dei miei pari

pensarono

ch'io fossi sì leggero

che anche nei meriggi senza vento

tanto di boria essere sospinto

che con un passo

io faria sei metri.

Così

quando in paese giunse un cavaliere

ad arruolare i giovani soldati

nessuno si stupì

poichè ero abile a mentire

se usai quell'arte

per non andare in guerra.

Li vidi tutti ritornare in bare.

Perciò io dico

a quanti per amor del vero

contano anche i chicchi delo melograni

guardatevi

da chi sta in sella ad un destriero

e ha la certezza insita nel cuore

che la menzogna a volte è più sincera

di tante verità

ahimè

fallate.

 

QUESTA POESIA E' PER TE

La incontrai in un supermercato

tra gli scaffali della pasta

e il banco dei formaggi.

Si parlò del più e del meno;

di suo marito

sempre in giro per lavoro

di una casa da tirare avanti

delle preoccupazioni che danno i figli

quando crescono

dei soldi

che non ce ne sono mai abbastanza

e di questo cazzo di tempo

che se non si decide al bello

a primavera inoltrata

non si sa mai come vestirsi.

La cosa ci sembrò carina

quasi un segno del destino

e la sera

finimmo a letto insieme.

Si mangiò l'una dell'altro

finchè fu possibile

poi

non bastò più:

ma avevamo le scorte in frigorifero

e all'una di notte

lei scivolò in cucina

mise a bollire l'acqua per gli spaghetti

tornò in camera

e disse:

"Mi piacerebbe che tu scrivessi qualcosa su di me!

Giura che lo farai!"

Erano tutte uguali.

C'era un prezzo da pagare.

E in fondo

sarebbe bastato così poco a renderle felici.

Ma quando accadeva

era sempre troppo tardi

se ne erano già andate da un pezzo

non si riconoscevano

o non gli importava più così tanto.

Ecco

oggi voglio farti un regalo

questa poesia è per te.

 

QUALCUNO CHE CI ASPETTA

Tutti

hanno da qualche

qualcuno che li aspetta

e un'assicurazione che scade da pagare

e un rubinetto che perde

che se anche chiami l'idraulico

e lo paghi come un medico

è peggio di prima

e che così non si può andare avanti

in questa casa non c'è niente che funziona

e canto, mille avrei potuto e sarei stato

chiusi dentro al cesso a farsi le seghe

aspettando che una qualunque cosa si ricordi di te

non solo quando c'è da pagare l'Enel

il telefono, l'acqua, la spazzatura, le tasse

e a tutti girano le palle

e seviziano i bambini

perchè così imparano a stare al mondo

i bianchi odiano i neri, i neri i bianchi,

i gialli i bianchi, i neri e viceversa

e tutti si ammalano

e tutti muoiono dimenticati

e qualcuno anche prima del tempo

tanto al mondo che ci sta a fare

tutti, dico tutti, guidano le auto

frequentano le discoteche

i supermercati, le chiese,

i giornalai, i tabacchini,

i teatri, i cinema, le scuole,

gli ospedali, i cimiteri

tutti si drogano

e tutti mettono al mondo figli

e non hanno niente da raccontare

della loro vita.

Vedi

non è poi così interessante la gente

oltre alle donne, voglio dire,

oltre al fatto di poterle togliere dalle confezioni

scartarle e andarci a letto

oltre al fatto di poterle vedere incazzarsi

soffrire e godere

ognuna a suo modo

e scoprire sotto la pelle

dove stà l'anima

e se ancora c'è.

 

L'AVARO

Qualcuno va

dicendo in giro

male cose;

ch'io pr'esempio

mi sarìa privato

d'ogni piacere e svago

soltanto

per conservar denari.

Stolti!

Degli usi

e dei costumi di coloro

che si fan burla

dei princìpi altrui

non so che farne.

Favori non ne ho fatto alcuno

ne ho preteso niente

e in quanto all'uso

ch'io fo

dei miei preziosi

non reca tutto ciò

alcun danno a quella gente

ognuno

di per sè

a tanto orrore dentro si accompagna

che alleggerisce il cuore

attribuire ad altri il peso della sorte

e poi...

quand'anche fosse vero

che all'altro mondo non porterò i miei averi

sarà forse concesso ad essi

di portar seco gli agi?

 

PER ESSERE UNO SCRITTORE (in risposta a Charles Bukowski)

Per essere uno scrittore

e neanche tanto grande

tanto famoso

nè tanto ricco

in primo luogo preoccupati di scrivere

e lascia stare la gente

fa che i rancori che nutri verso qualsiasi cosa

siano secondari

non necessariamente le tue frustrazioni

nascondono un grande talento.

Pazienta se non succede niente

aspettare davanti a un foglio bianco

è sempre meglio

che rassegnarsi a vivere di un qualunque onesto

lavoro

e pensa a quanti prima di te

davvero bravi

ci hanno battuto la testa

senza cavarne niente.

Studia, leggi, impara

tutto ciò che è stato già scritto e detto

è indispensabile tanto all'anima quanto al cervello

e sta bene attento a non copiare

di scribacchini mediocri che si credono dèi

è pieno il mondo

e anche tu

potresti essere uno di loro.

Sii cosciente

che la tua solitudine e la tua disperazione

per quanto comuni a tutti

non sono condivisibili con nessun altro

ma ricorda anche

che piangersi addosso

è solo il modo migliore

per rassegnarsi alla sconfitta.

Evita

i circoli culturali

i concorsi a pagamento

e tutti quelli che riconoscono in te il genio

solo per poterti spillare un pò di quattrini

non frequentare corsi

nessuno può insegnarti a fare cose di questo genere.

...e se proprio non ci riesci

se credi che il mondo ti debba qualcosa

se cerchi ricchezza, fama e potere

lascia stare

tutto questo non fa per te

o sei fortunato

o talmente abile a confezionare merda e spacciarla

per cioccolato

oppure

è che ti sei sbagliato

non era la tua strada

e qualsiasi cosa tu sia adesso

accettalo

e cerca di esserlo intensamente

il mondo comunque continua ad andare

e va bene lo stesso.